Come ridurre i rischi di perdita delle informazioni

di Lucia Guglielmi Commenta

Uno studio ha ricavato il costo complessivo che in Italia le aziende si sono dovute sobbarcare a causa della violazione dei dati.

In azienda occorre valutare i rischi, individuandoli e classificandoli in maniera preventiva. In questo modo è possibile definire in maniera conforme le policy di sicurezza, e si possono adottare le necessarie best practice con il fine di ridurre e prevenire i rischi di perdita delle informazioni. A farlo presente è stato di recente il leader della sicurezza Symantec che al riguardo ha riportato i dati, peraltro interessanti, di uno studio commissionato a Ponemon.

Trattasi, nello specifico, dell’edizione 2011 del “Cost of Data Breach Study“, con il quale è stato ricavato il costo complessivo che in Italia le aziende si sono dovute sobbarcare a causa della violazione dei dati.



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Ebbene, dal Rapporto è emerso come la violazione dei dati sia costata alle aziende italiane fino a 2,57 milioni di euro circa a fronte di una media di quasi 475 mila euro. Mediamente il costo di un singolo record, rubato o perso, è stato pari lo scorso anno a 78 euro.

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Trattasi di una cifra calcolata andando a considerare il costo per ogni singolo record che, perso o rubato, è stato poi oggetto di ripristino in termini di recupero e di messa in sicurezza. Il Rapporto rivela come, in assenza di adeguate best practice, le aziende per la perdita dei dati devono sopportare costi di violazione rilevanti che sono spesso frutto di negligenza, ed altrettanto spesso di veri e propri attacchi criminali.

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