Software pirata in azienda un danno per tutti

di Lucia Guglielmi Commenta

In accordo con quanto reso noto da Microsoft Italia con un comunicato, anche quella relativa ai software illegali rappresenta una concorrenza sleale.

I vantaggi dal punto di vista finanziario sono a dir poco marginali, e comunque niente a confronto rispetto ai rischi ed alle ripercussioni di natura legale, spesso rilevanti. Ci riferiamo all’uso di software contraffatti nelle aziende che generano complessivamente un impatto negativo sul sistema economico di un Paese. Questo è quanto emerge da una ricerca che il CReSV della Bocconi, il Centro di Ricerche su Sostenibilità, ha realizzato in collaborazione con la filiale italiana della Microsoft.

Il Rapporto, realizzato su un campione di società italiane quotate in Borsa, quasi trecento, rivela come ci sia correlazione tra l’utilizzo di software pirata e quelle che sono le variabili economiche e finanziarie del sistema imprenditoriale del nostro Paese.



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In accordo con quanto reso noto da Microsoft Italia con un comunicato ufficiale, anche quella relativa ai software illegali rappresenta una concorrenza sleale in un Paese come il nostro che purtroppo, ad oggi, è il secondo in Europa per contraffazione stando alle stime della Business Software Alliance (BSA) nel suo ultimo Rapporto annuale.

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Nel dettaglio, rispetto ad una media europea di tasso di pirateria pari al 34%, in Italia siamo quasi al 50%, al 48% circa per l’esattezza in accordo con le ultimissime stime aggiornate della Business Software Alliance (BSA). E’ un danno pesante per chi detiene la proprietà intellettuale, ma anche per le imprese oneste con conseguenti distorsioni nell’economia e, come sopra accennato, un impatto negativo complessivamente su tutto il sistema Paese.

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