Telefoni cellulari ed esposizione alle radio frequenze

di Filadelfo Scamporrino Commenta

Deve essere applicato o no il principio di precauzione? Ecco cosa afferma il Ministero della Salute.

L’inchiesta di “Report”, su Raitre, di domenica scorsa ha riaperto il dibattito sull’uso dei telefoni cellulari e sull’esposizione alle radio frequenze; questo sia quando utilizziamo i dispositivi portandoli all’orecchio, sia quando c’è un’antenna dei gestori posizionata vicino a case e, in generale, presso zone abitate.

Ma quali sono i rischi legati all’utilizzo del telefonino? Il suo utilizzo è realmente collegato alla possibilità che insorgano delle patologie tumorali a causa proprio dell’esposizione alle radio frequenze? Ebbene, della questione nei giorni scorsi si è occupato anche il Consiglio superiore di sanità che, in accordo con quanto reso noto con un comunicato dal Ministero della Salute, ha affrontato la questione rimarcando innanzitutto come non esista ad oggi la chiara dimostrazione che le patologie tumorali si verifichino anche attraverso l’esposizione alle radio frequenze.




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Pur tuttavia secondo il Ministero della Salute, specie per i bambini, deve essere applicato il principio di precauzione; se infatti la prova non c’é, in ogni caso non si può escludere del tutto l’eventuale rapporto di causalità tra le patologie tumorali e l’esposizione prolungata alle radio frequenze quando del cellulare si fa un uso molto intenso.

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Per questo secondo il Ministero della Salute il telefono cellulare andrebbe utilizzato per situazioni di vera necessità evitando l’uso indiscriminato specie tra i bambini. Detto ciò, il Ministero ha altresì sottolineato come a breve, tenendo conto anche delle ultime relazioni tecniche e scientifiche, avvierà una campagna informativa finalizzata proprio a sensibilizzare gli utenti a fare un uso appropriato dei dispositivi radio-mobili.

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