I Like Facebook in Tribunale

di Lucia Guglielmi 1

Facebook avrebbe citato in giudizio “Mark Zuckerberg”, che altro non è che Rotem Guez.

Gli “I Like” del social network Facebook, ovverosia i tanto amati bottoncini “Mi Piace”, sono finiti dritti dritti in Tribunale. La società del più noto ed usato social network del mondo avrebbe infatti citato in giudizio Mark Zuckerberg, ma non trattasi di autolesionismo.

Il Mark Zuckerberg in questione è un omonimo, anzi una persona che, affermando di aver subito senza motivo la cancellazione del suo account su Facebook, è tornato online con il nome del fondatore, ed in particolare con il sito Internet MarkZuckerbergOfficial.com.



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Di conseguenza, in base alla violazione di contratti di licenza, Facebook a quanto pare sarebbe già passata al contrattacco citando in giudizio “Mark Zuckerberg“, che altro non è che Rotem Guez, il quale dal sito Internet citato sta continuando la sua battaglia. Dopo aver infatti subito la cancellazione dell’account su Facebook, Rotem Guez aveva poco dopo “minacciato” il suo ritorno in pompa magna proprio attribuendosi il nome di Mark Zuckerberg.

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Attraverso il sito MarkZuckerbergOfficial.com, inoltre, viene pubblicizzato un servizio finalizzato ad incrementare gli amici, gli iscritti ed il traffico attraverso una vera e propria commercializzazione degli “I Like”. Quanti “Mi Piace” ti servono? Mille, cinquemila o diecimila? Ebbene, con un vero e proprio “Like Store” si possono acquistare! Ad esempio, attualmente con 340 dollari americani in questo discutibile sito si possono comprare 4.000 “Like Fan“. Ma sono persone cui piacciono realmente i nostri contenuti? Di sicuro al riguardo emerge più di un dubbio!

Commenti (1)

  1. sinceramente io non ne comprerei di like fasulli, se i fans ci servono per vendere o pubblicizzare il nostro prodotto è inutile avere 10-20-30.000 fans a cui non interessa il prodotto e/o servizio da noi offerto di conseguenza soldi sprecati, un investimento inutile

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