Reti banda larga verso nuove regole

di Filadelfo Scamporrino Commenta

Istituire, per le reti a banda larga, un catasto delle infrastrutture. Così come per le reti di nuova generazione è necessario definire quegli obblighi che garantiscano tra gli operatori la condivisione delle infrastrutture stesse.

Istituire, per le reti a banda larga, un catasto delle infrastrutture. Così come per le reti di nuova generazione è necessario definire quegli obblighi che garantiscano tra gli operatori la condivisione delle infrastrutture stesse. Sono questi due degli obiettivi che s’è posta l’Agcom, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, affinché in Italia, in materia di reti di nuova generazione, si possano da un lato abbattere i costi per la realizzazione delle opere, e dall’altro si possano semplificare le procedure introducendo delle nuove regole.

A tal fine nei giorni scorsi, a seguito di una riunione del Consiglio dell’Autorità, l’Agcom ha approvato un apposito Regolamento che, tra l’altro, definisce le linee di indirizzo per l’accesso da parte degli operatori alle infrastrutture per le telecomunicazioni, comprendendo sia le dorsali, sia le reti di accesso nelle aree cittadine.



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In questo modo l’Agcom mira ad accelerare il percorso finalizzato alla realizzazione delle reti di nuova generazione, ed in particolare di quelle in fibra, rispettando le indicazioni comunitarie e nel contempo incentivando l’efficienza ed il contenimento dei costi nella realizzazione delle opere.

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D’altronde in Italia le reti di telecomunicazioni sono tali che i servizi Adsl vengono offerti dagli operatori ad una velocità che risulta essere decisamente più bassa rispetto a quella nominale. Di recente al riguardo SosTariffe.it ha effettuato un’indagine da cui è emerso come le Adsl a 7 Mega, e quelle a 20 Mega, offrano una banda reale decisamente più bassa rispetto a quella pubblicizzata dai principali operatori di telecomunicazioni presenti nel nostro Paese.

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